di Silvano Danesi
La Breccia di Porta Pia rappresenta un fatto storico di importanza mondiale, in quanto ha messo la parola fine ad una menzogna plurisecolare sulla quale è stata edificata la pretesa legittimità dei papi di essere gli eredi di Costantino I, il quale avrebbe donato loro l’Impero romano.

Il 20 settembre 1870 si chiuse, pertanto, definitivamente la pretesa dei papi di essere i legittimi eredi dell’Impero romano e, in quanto tali, in grado di conferire legittimità ai sovrani europei.
Ridurre la portata dell’avvenimento alla conquista della capitale del Regno d’Italia è un errore storico e lo è tanto più se tale portata la si costringe in una chiave rivendicativa e celebrativa massonica.
La menzogna storica è il documento Constitutum Constantini, o Donatio Constatini, un falso editto dell’imperatore Costantino I che trasferisce al Papa Silvestro I l’Impero.
La menzogna storica si basa su una leggenda, in base alla quale Costantino I, nel 312, aveva visto in cielo una croce luminosa (in hoc signo vinces) che gli diceva che avrebbe vinto contro Massenzio. Costantino, secondo la leggenda, I nel 314 si ammalò di lebbra e ormai giunto verso la fine fu visitato da Papa Silvestro I che operò il miracolo di farlo guarire. Come ringraziamento, Costantino avrebbe sottoscritto l’editto con il quale donava l’Impero al Papa.


La storia divenne di dominio pubblico nell’VIII secolo e, all’atto della costituzione del Sacro romano impero, non bastando più la trasmissione orale, fu redatto il documento falso, denunciato come tale da Lorenzo Valla nel 1440 nel suo testo: “De falso credita et ementita constantini donatione declamatio”. Testo reso pubblico nel 1517 dopo la sua morte.
Il 20 settembre 1870, con la conquista degli ultimi possedimenti pontifici, il Regno d’Italia fu in grado di trasferire la sua capitale il 3 febbraio 1871 a Roma, e con questo suo atto chiuse una fase storica durata dal 314 e basata su un documento falso che asseverava una storia falsa.
La fine della menzogna sulla donazione di Costantino apre una breccia anche su una verità storica che riguarda le origini del cattolicesimo.
Nel 325, a Nicea, si tenne il Concilio dal quale è uscito il cristianesimo cattolico apostolico romano così come lo conosciamo.

A convocare il Concilio e a presiederlo fu Costantino I, ossia l’imperatore e non il Papa.
Il Concilio di Nicea fu il primo concilio ecumenico della Chiesa cristiana ed ebbe come obiettivo principale di risolvere le controversie teologiche, in particolare l’arianesimo, di stabilire una dottrina unitaria sulla natura di Cristo e redigere un codice di disciplina ecclesiastica.
A Nicea fu formulato il Credo Niceno, che affermava la consustanzialità (homoousios) di Cristo con il Padre, fu stabilita la celebrazione della Pasqua nella prima domenica dopo la luna piena successiva all’equinozio di primavera e furono emanati 20 canoni su questioni disciplinari, come l’organizzazione ecclesiastica e il comportamento del clero.

Il Concilio niceno segnò un momento cruciale per la definizione della dottrina cristiana, che fu quella del vescovo di Lione Ireneo, e consolidò il ruolo dell’imperatore nella Chiesa, ponendo le basi per il cristianesimo come religione di Stato nell’Impero romano.
Con l’editto di Tessalonica del 380, emanato dagli imperatori Teodosio I, Graziano e Valentiniano II, il cristianesimo, ormai normato secondo i criteri imperiali a Nicea, fu proclamato come religione di Stato dell’Impero Romano.
L’editto di Tessalonica, noto come Cunctos populos, stabilì, pertanto, il cristianesimo niceno come religione ufficiale dell’Impero, imponendo ai sudditi di aderire alla fede cristiana come definita dal Concilio di Nicea (325).
La religione nicena era divenuta a tutti gli effetti uno strumento dell’Impero, in perfetta coerenza con Costantino I.
Nel 398, Teodosio I, per rafforzare il cristianesimo e sopprimere il paganesimo, emise decreti che vietavano i culti pagani e ordinavano la distruzione di templi o la loro conversione in chiese.
La storia della Chiesa cattolica apostolica romana, con la Breccia di Porta Pia, che ha concluso la menzogna della donazione di Costantino dell’Impero al Papa, chiudendo così la fase del potere temporale, ha anche messo in piena luce la derivazione imperiale dei canoni fondamentali della fede. Non un papa, ma un Imperatore ha convocato e diretto il Concilio che ha stabilito, con il Credo, le “verità” essenziale alla quale si è conformata l’ecumene cattolica sino ai giorni nostri.
Il cattolicesimo apostolico romano è, dunque, il portato di un atto imperiale, ma sulla base della Donatio ha preteso di ergersi a impero teocratico.

Non ancora privato del potere temporale, Pio IX, che aveva convocato il Concilio Vaticano I l’8 dicembre 1869 in pieno conflitto tra Chiesa e modernità, fece votare, il 18 luglio 1870, la Costituzione dogmatica Pastor Aeternus che stabilì l’infallibilità del Papa quando parla ex cathedra. Il nuovo dogma non fu accolto senza destare proteste, con 60 membri del Concilio che lo abbandonarono prima delle votazioni e con alcuni prelati che si unirono ai giansenisti.
Il Concilio Vaticano I, che stabilì il dogma dell’infallibilità papale, fu l’episodio culminante di un conflitto fra la Chiesa cattolica e la modernità cominciato molto tempo prima, nel Settecento, quando si affermò l’illuminismo e fu soppressa la Compagnia di Gesù.
Il Concilio Vaticano, interrotto per lo scoppio della guerra tra Francia e Prussia, fu sospeso dopo che le truppe italiane entrarono a Roma, il 20 settembre, e posero fine allo Stato pontificio. Lo chiuderà Giovanni XXIII formalmente nel 1960, alla vigilia dell’apertura del Concilio Vaticano II.
Lo scontro con la cultura liberale aveva avuto nell’emanazione del Sillabo (1864), che ancorava la Chiesa al mondo prerivoluzionario, l’atto che tagliava tutti i ponti col pensiero moderno.
Dieci anni prima c’era stata la proclamazione del dogma dell’Immacolata concezione (1854), non da tutti accettato. Nel 1950 l’infallibilità servirà a proclamare il dogma dell’Assunzione di Maria Vergine con il suo corpo terreno.
L’annuncio che il Concilio Vaticano I avrebbe avuto all’ordine del giorno il dogma di fede l’infallibilità del papa divenne un problema politico per l’intera Europa.
Un papa dichiarato infallibile, ancora sovrano di uno Stato, destabilizzava tutti i poteri costituiti e allarmò i governi, i quali temevano che questo nuovo superpotere spirituale, internazionale e inappellabile diventasse una minaccia, attraverso i rami del cattolicesimo presenti ovunque, per l’autonomia e l’indipendenza degli Stati nazionali.
L’Austria-Ungheria dichiarò estinto il concordato del 1855. Lo stesso fece la Baviera. La Svizzera espulse alcuni vescovi e il primo ministro inglese Gladstone affermò che la Chiesa di Roma era diventata una minaccia per lo Stato. In Germania Bismarck sostenne la stessa tesi ed emanò durissime leggi anti ecclesiastiche.
Pio IX affermando il primato del papato sulla Chiesa universale, rese indiscusso il suo potere di giurisdizione e compì la trasformazione del cattolicesimo in una organizzazione internazionale.
Anche da questo punto di vista, la Breccia di Porta Pia, mettendo la parola fine al potere temporale, eliminò del tutto la possibilità che il Papa, divenuto infallibile e ancora erede dell’Impero romano, potesse legittimare o delegittimare regni o poteri politici o, comunque influire sulle linee politiche degli Stati.
La Breccia di Porta Pia ha consegnato il papato alla sua realtà originaria di istituzione religiosa imperiale romana, canonizzata dall’imperatore Costantino I nel Concilio di Nicea, ma non erede dello stesso Costantino I: instrumentum regni, non teocrazia imperiale.
La menzogna della donazione di Costantino I ha consentito al papato di essere una teocrazia imperiale. La Breccia di Porta Pia ha ridotto il papato alla sua verità storica.
La conseguenza politica della fine del potere temporale, per quanto riguarda l’Italia, fu la proclamazione del “Non expedit”, disposizione ufficiale della Santa Sede emanata da papa Pio IX nel 1874, la quale imponeva ai cattolici italiani di astenersi dalla partecipazione alla vita politica del Regno d’Italia, sia come eletti, sia come elettori, per protesta contro la “questione romana”.
Escluse dal non expedit le amministrazioni locali.
Questa formula di dissuasione, che in latino significa “non giova, non conviene”, fu un atto di opposizione contro lo Stato unitario. Il divieto rimase in vigore fino alla sua progressiva abrogazione, culminata con l’autorizzazione alla formazione del Partito Popolare Italiano da parte di Benedetto XV nel 1919.
Per 45 anni i cattolici furono estraniati dalle dinamiche politiche del Regno d’Italia che, nel frattempo, si andava strutturando anche grazie alla fondamentale opera di molti uomini politici appartenenti alla Massoneria.
Non è questa la sede per una disamina approfondita del ruolo di molti esponenti delle Massoneria alla strutturazione dello Stato unitario, ma vale la pena di citarne alcuni per dare l’idea di come l’influenza massonica fosse notevole.
Il più noto dei massoni che contribuì a creare il Regno d’Italia fu Giuseppe Garibaldi.
Altro massone di rilievo fu Francesco Crispi, Presidente del Consiglio (1887-1891, 1893-1896) e figura chiave della Sinistra storica. Il suo governo (1887-1891) è considerato il più “massonico” della storia italiana, con numerosi ministri affiliati.
Crispi promosse politiche laiche e nazionaliste, in linea con gli ideali massonici di modernizzazione e secolarizzazione.
Un altro massone importante fu Agostino Depretis, Presidente del Consiglio (1876-1878, 1878-1879, 1881-1887) e leader della Sinistra storica. Il suo governo favorì politiche liberali e anticlericali, in sintonia con gli obiettivi massonici di laicità e di progresso.
Un personaggio di grande rilievo fu il massone Giuseppe Zanardelli, Presidente del Consiglio (1901-1903), esponente della Sinistra liberale, noto per il suo impegno laico e progressista, il quale promosse riforme sociali e giuridiche, come il codice penale che porta il suo nome, in linea con gli ideali massonici di modernizzazione.
Altro Presidente del Consiglio (1905-1906), politico liberale e massone fu Alessandro Fortis.
Figura storica di grande rilievo è stato Ernesto Nathan, sindaco di Roma (1907-1913), Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (1896-1903, 1917-1919), mazziniano.
Il massone Costantino Nigra fu diplomatico e politico, collaboratore di Cavour e primo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (1861) Nigra rappresentò l’ala moderata della Massoneria, vicina alle posizioni cavouriane.
Da ricordare anche Felice Govean, fondatore della «Gazzetta del Popolo», Filippo Cordova, ministro e esponente della Destra storica, Giuseppe La Farina, segretario della Società Nazionale Italiana, collaboratore di Cavour.
Secondo alcune stime, tra il 1861 e il 1925, centinaia di politici, tra cui quattro Presidenti del Consiglio (Depretis, Crispi, Zanardelli, Fortis), furono massoni.
I massoni non si limitarono alla politica, ma promossero scuole, associazioni di mutuo soccorso e iniziative culturali, contribuendo alla modernizzazione del Paese. Operazioni, queste, che indussero il Papa Leone XIII a promulgare il 15 maggio 1891 la Rerum novarum, un’enciclica sociale con la quale per la prima volta la Chiesa cattolica prese posizione in ordine alle questioni sociali e fondò la moderna dottrina sociale della Chiesa, recuperando in parte il terreno perduto nei confronti del mondo laico.
Rimane, a conclusione di questo articolo, una domanda di fondo. Erano coscienti i massoni italiani di cosa significava, al tempo, la Breccia di Porta Pia, oppure si limitarono a operare per l’affermazione dello Stato laico e unitario, inserendosi nella fase storica post risorgimentale? Erano coscienti di aver chiuso la pretesa basata su un documento falso di trasformare il papato in una teocrazia imperiale, mentre il cattolicesimo romano era nato come instrumentum regni costantiniano?
Più che celebrare i bersaglieri, la Massoneria, oggi, dovrebbe occuparsi del bersaglio, ossia di capire cosa è stato colpito con quella breccia nel muro papalino. Occuparsi del bersaglio sarebbe un contributo interessante alla verità storica.






