LA MASSONERIA È UN FRUTTO DA MANGIARE

Lug 4, 2023 | MASSONERIA

©Silvano Danesi

Molti anni or sono, quando i Fratelli e le Sorelle mi consideravano un “cugino”, in quanto studioso dell’universo massonico, ma non iniziato, intervistai Ed Stolper, uno dei massoni più autorevoli del Grande Oriente d’Italia e membro della Loggia Quatuor Coronati della Gran Loggia Unita d’Inghilterra.

L’intervista avvenne nella sua casa di Brescia, avendo egli sposato una bresciana.

Con lui, in quella serata piacevole e amichevole, c’erano alcuni Fratelli dell’Oriente bresciano.

Discutemmo a lungo di varie questioni massoniche, soprattutto storiche, dopo di che chiesi a Ed Stolper il permesso di fargli una domanda impertinente e secca.

Gli chiesi di dirmi, visto che la documentazione relativa alla storia, ai rituali, alla simbologia, alla disposizione del Tempio e quant’altro ancora era disponibile per chi avesse avuto la voglia di conoscere e di studiare, cosa era la Massoneria e per quale motivo un profano, ben acculturato in materia, avrebbe dovuto sentire la necessità di entrare nell’Istituzione e di farsi iniziare.

La risposta fu semplice e profonda.

Ed Stolper mi disse: “Veda, potrei stare qui ore a spiegarle il sapore di un’arancia, ma lei non ne avrà mai la conoscenza che potrà avere dopo averla mangiata”.

Rimasi piacevolmente sorpreso dalla spiegazione semplice e profonda e, infatti, negli anni successivi ho mangiato l’arancia.

Ed Stolper mi consegnò poi un simbolo dicendomi di studiarlo a fondo.

Il ragionamento relativo all’arancia vale per un profano e vale per tutti i gradi fino all’ultimo.

Nessun nascondimento, dunque. Libero accesso alle fonti, ma se si vuole davvero comprendere il cammino è necessario, grado per grado, mangiare il frutto che viene offerto.

Oggi viviamo in un’epoca assai particolare, dove il materialismo sta tentando di ridurre l’essere umano a solo corpo: merce scambiabile sul mercato.

L’anima e lo spirito sono relegati nel novero delle fantasie. Il potere assume forme totalizzanti, la scienza se ne fa strumento, le religioni si profanizzano.

La Massoneria, che è nata e vive per l’elevazione dell’essere umano nel corpo, nell’anima e nello spirito, deve uscire dalle catacombe della fasulla riservatezza per presentarsi al mondo per quella che è: un’istituzione iniziatica che conduce progressivamente l’essere umano a riconoscersi per quello che è, ossia un “essere” incarnato nell’homo, nell’humus, nella terra.

Riconoscersi come “essere” significa accedere ad una coscienza superiore a quella razionale; ad una coscienza capace di tendersi verso la Coscienza dell’Assoluto, ossia a quell’energia intelligente, informata, cosciente e significante capace di creatività che è l’Essere Tutto Uno, perennemente fluente.

L’uomo ermetico, come scrive Frances A. Yates[i] a proposito dei filosofi del Rinascimento, ritorna in comunicazione con il Tutto attraverso la comunicazione con il cosmo e la sua è la rigenerazione di un essere che riacquista la divinità.

Tutto questo non è acquisibile con la lettura dei testi, ma con passaggi graduali di conoscenza che necessitano di intuizione, appercezione, apertura all’Assoluto.

Riconoscersi come “essere” significa accedere alla poiesis; significa essere creativi.

Per arrivare al proprio “essere” in rapporto con l’Essere non è sufficiente conoscere quanto è scritto nei testi storici, nei rituali, nelle esegesi e nemmeno aver cognizione dei templi e dei simboli; è necessario mangiare l’arancia per gustarne il sapore anche perché sapere è sentir sapore, dalla radice sap, dal doppio significato di sapore e senno. E la radice sap, secondo alcuni etimologi, deriverebbe dalla radice sak, dal significato primordiale di scorrere, da cui il latino sucus, succo.

Scorrere. Gustare il succo è sentire il perenne flusso dell’Essere negli esseri, sentire il nostro fluire nella sua unicità con il fluire dell’Assoluto.

Il succo dell’arancia non si trova sui libri, si scopre solo mangiando l’arancia.

 

[i] Frances A. Yates, Rinascimento, Laterza

Silvano Danesi

Silvano Danesi

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