di Silvano Danesi
La storia della Massoneria cosiddetta moderna, ossia quella che si vorrebbe nata nel 1717, è segnata, sin dall’inizio, da scissioni, scomuniche, lotte di potere.
Come scrive Giuseppe M.Vatri, “…fu la Muratoria Britannica, fin dai suoi primi tempi, a inventare e iniziare l’universale pratica Muratoria di marcare i confini filosofici o politici o di potere, verso le Grandi Logge (i cosiddetti landmark, insomma), per mezzo delle scomuniche Muratorie”. [i]
Alla Massoneria protestante degli Hannover, che pretendeva di essere l’unica legittimante, si contrappose presto una Massoneria cattolica.
Dopo che nel 1717 la dinastia protestante degli Hannover, mandati in esilio i cattolici Stuart, aveva creato le condizioni della fondazione della Gran Loggia di Londra, per portare la Massoneria sotto la sua tutela, nacque, nel 1751, una Gran Loggia con il nome di The Most Honorauble Society of Free and Accepted Masons, according to the Old Insitutions, che poi mutò in Grand Lodge of free Accepted Masons of the Old Institutions, abbreviato in Gran Lodge of Antient.
La Gran Loggia degli Antient era retta da Costituzioni di impostazione giudaico cristiana, scritte da Laurence Dermott (1720-1791) e pubblicate sotto il titolo di Ahiman Rezon.
Ahiman Rezon, secondo Albert G.Mackey, (Lessico Della Libera Muratoria), deriverebbe da tre vocaboli: ahim (fratelli), manah (scegliere, eleggere o nominare1 ) e ratzon (la volontà o la legge), significando, così, nel suo insieme “la legge dei fratelli eletti”.
La Grand Lodge of Antient rivendicò il grado dell’Arco Reale, rigettato dalla Gran Loggia di Londra.
“La Gran Loggia Antient – scrive Giuseppe a. Vatri – ebbe successo: governava 28 logge nel 1753, 69 nel 1773, 87 nel 1738, 113 nel 1803. A suo vantaggio, è probabile ci fosse una ritualità più complessiva e più , più attraente in un mondo riformato che scarseggiava di cerimoniali «à la catholique»”. [ii]
Non solo. “Gli Antient godettero da subito del favore delle Grandi Logge Irlandese e Scozzese (1762, accordo con l’Irlanda, 1773, accordo con la Scozia”. [iii]
Gli Antient erano sostanzialmente artigiani e commercianti e si rifacevano più da vicino alle regole delle corporazioni di mestiere, a differenza dei Modern in prevalenza aristocratici.
Laurence Dermott, mercante, irlandese di nascita, era stato iniziato massone nel 1741. Dotato di cultura classica e conoscitore dell’ebraico, aveva dedicato la vita alla Massoneria e a una sua codificazione essenzialmente coerente. Divenne Master of Lodge a Dublino nel 1746 ed entrò nel Rito dell’Arco Reale. Trasferitosi a Londra nel 1748, sposò Elisabeth, dalla quale non ebbe figli. Entrò nella First Grand Lodge dei Modern, che lasciò nel 1751, quando fu fondata la Gran Loggia degli Antient, della quale divenne Gran Segretario. Nel 1771 Dermott divenne Deputy Grand Master della Grand Lodge of Antient e nel 1756 pubblicò il corpus costituzionale sotto il titolo di Ahiman Rezon, analogo delle Costituzioni di Anderson.
“Secondo un documento Antient, «l’antica Muratoria consiste in quattro gradi» (con l’Arco reale come quarto); mentre il segretario Modern scrisse che «L’Arco reale è una Società che noi non riconosciamo e che riteniamo essere un’invenzione adatta a introdurre innovazioni a e a sedurre i fratelli»”. [iv]
La prima menzione del sacro Arco Reale proviene da Youghal in Irlanda nel 1743; la seconda, invece, proviene da York nel 1744. Gli Antient, sebbene non avessero a York nulla in comune con la Gran Loggia di tutta l’Inghilterra di York, persistevano nel chiamarsi massoni di York, pretendendo un potere sovrano sulla tradizione di York.
Una Logium Fabricae si trova citata nella Fabric Roll della cattedrale di York nel 1352 e la Loggia di York si autoproclamò Gran Loggia di tutta l’Inghilterra nel 1725, otto anni dopo la fondazione della Gran Loggia di Londra e pochi mesi dopo la formazione della Gran loggia d’Irlanda.
La Gran Loggia di York ha lavorato fino alla fine del XVIII secolo e poi è stata assorbita dalla Gran Loggia d’Inghilterra, che solo nel 1813 diverrà Gran Loggia Unita d’Inghilterra, con l’unione dei Modern con gli Antient.
Nel suo saggio dal titolo Haiman Rezon, Giuseppe M. Vatri scrive che al momento dell’unione tra Modern e Antient nel 1813, quindi quasi un secolo dopo la pretesa fondazione della Massoneria da parte inglese, la Gran Loggia degli Antient “ebbe la prevalenza dal punto di vista rituale e cerimoniale, e vide accettato senza riserve il sistema dell’Arco Reale”. [v]
La dizione Rito scozzese antico ed accettato.
È nell’ambito di queste suddivisioni della Massoneria inglese, scozzese e irlandese che prende forma anche la dizione “Rito scozzese antico ed accettato”.
Ragon, in proposito, scrive: “Nel 1739, alcuni Fratelli recalcitranti si separarono dalla Grande Loggia di Londra, si unirono a dei resti di corporazioni di massoni-costruttori e formarono una Gran Loggia rivale, sotto la costituzione della grande corporazione di York. Questi dissidenti diedero alla Grande Loggia d’Inghilterra il titolo di «rito moderno» e presero quello di «Grande Loggia del Regime Scozzese Antico». Poi, essendo stati riconosciuti dalla Grandi Logge di Scozia e d’Irlanda, aggiunsero alla parola antico «e Accettato». Tale è l’origine del titolo: «Regime o Rito Scozzese Antico e Accettato». Ma tutte queste Grandi logge non praticavano che i tre gradi simbolici. È dunque un non senso assurdo dare questo titolo alla raccolta fatta, molto tempo dopo, dai trenta tre gradi del conte de Grasse”.[vi] (De Grasse Tilly, cofondatore, nel 1801, in America del Rito Scozzese Antico ed Accettato, ndr).
Il titolo “Rito o Regime scozzese antico e accettato” non riguarda pertanto un Rito sovrapposto alla Massoneria delle Logge praticanti i gradi simbolici (apprendista, compagno, maestro, ma specifica, nell’ambito della Massoneria l’appartenenza ad una tradizione specifica scozzese che non si identifica con quella imposta dagli Hannover con un atto d’imperio del tutto profano e relativo all’eliminazione degli Stuart.
I principi della Libera Muratoria di Dermott.
Nell’introduzione all’Haiman Rezon, Laurence Dermott scrive che “i veri principi della Libera Muratoria sono il dover amare la misericordia, il fare la giustizia e il camminare umilmente di fronte a Dio”. [vii]
Nel testo dell’Ahiman Rezon si legge: “Un Muratore è obbligato dalla sua condizione a credere fermamente nel vero culto del Dio eterno, così come in tutti quei sacri scritti che i dignitari e i Padri della Chiesa hanno scritto e pubblicato per l’uso di tutti i buoni uomini; in modo che nessuno, che comprende l’Arte, possa eventualmente trovarsi nei percorsi irreligiosi dell’infelice libertino, o sia indotto a seguire gli arroganti professori dell’ateismo o del deismo; neppure dovrebbe essere macchiato con gli errori grossolani della cieca superstizione, ma può avere la libertà di abbracciare quella fede che avrà ritenuto adeguata, sempre che, in ogni momento, tributi il dovuto rispetto al suo Creatore….”, definito come “summum bonum” (evidente debito della filosofia platonica).
Dermott è, pertanto, contrario sia agli atei, sia ai deisti, ma non alle diverse fedi che ammettano un principio creatore.
Da qui l’affermazione che “le dispute religiose non sono mai state tollerate nelle Logge, perché in quanto Liberi Muratori noi seguiamo solo la Religione Universale, o la religione della natura. Questo è il cemento che unisce i principi più differenti in un sacro legame, e tiene insieme coloro che sarebbero i più distanti l’uno dall’altro”.
Tuttavia, Dermott, nell’ambito di quell’ambiguità che contraddistingue la Libera Muratoria del periodo e che non cesserà anche in seguito di produrre i suoi effetti, non manca di sottolineare che “in quanto Liberi Muratori, noi siamo della più antica religione cattolica”.
Al Creatore il Libero Muratore deve la sua opera, non solo manuale, ma anche intellettuale.
Il Libero Muratore, scrive infatti Dermott, “deve studiare le arti e le scienze con mente diligente, affinché egli possa non solo compiere il suo dovere verso il suo grande Creatore, ma anche verso il suo prossimo sé stesso ….”.
Interessante il riferimento al merito. Le promozioni, scrive Dermott, devono essere concesse in base al “reale valore del merito personale, e non sull’anzianità”.
Dermott introduce però delle regole che vanno oltre il semplice essere, per colui che vuole diventare Massone, un uomo libero. Nessuno uomo, egli infatti afferma, “può essere fatto Libero Muratore regolare, se non sia libero da servitù, di età matura, integro nel corpo e nelle membra, e dotato dei necessari sensi di un uomo….”. I Muratori, aggiunge, non sono “donne né eunuchi”.
Alcune particolari caratteristiche degli Antient riguardano il rispetto dell’autonomia delle logge, con la valorizzazione del loro patrimonio storico e culturale e il rigetto del concetto stesso di regolarità, imposto dai Modern.
Come è del tutto evidente, l’atto di imperio degli Hannover ha gettato la Massoneria in un vortice caotico, dietro al quale si agitavano le acque della guerra di religione tra cattolici e protestanti. Un vortice caotico di crescenti ambiguità, che si è perpetuato nei secoli con effetti disastrosi.
Nascono da quel vulnus l’ansia delle patenti, con ridicole spese di avvocati e notai certificanti, la sindrome da timbro, possibilmente a secco, la rivendicazione ossessiva della legittimità, l’enfasi delle sedi, la tentazione del denaro, che regolarmente porta a tradimenti e contenziosi. Dietro a tutto c’è la logica anglosassone del club, che non è la loggia e della ricerca di ruolo sociale, che non è la ricerca di un’elevazione spirituale. Vengono, di conseguenza, l’ignoranza simbolica, archetipica, delle radici, la totale carenza di una caratura iniziatica, l’immiserimento del séder (ripetizione, ordine) e dell’haggadásh (attualizzazione ermeneutica della Tradizione) in vuota e algida liturgia maccheronica.
Forse è giunta l’ora di tornare alla semplicità, all’essenza di un’eteria, alla fine del proselitismo funzionale al mantenimento delle proprietà.
[i] Haiman Rezon, a cura di Giuseppe M.Vatri, Edizioni Età dell’Acquario
[ii] Haiman Rezon, a cura di Giuseppe M.Vatri, Edizioni Età dell’Acquario
[iii] Haiman Rezon, a cura di Giuseppe M.Vatri, Edizioni Età dell’Acquario
[iv] Haiman Rezon, a cura di Giuseppe M.Vatri, Edizioni Età dell’Acquario
[v] Haiman Rezon, a cura di Giuseppe M.Vatri, Edizioni Età dell’Acquario
[vi] Citazione in Boucher, La simbologia massonica, Atanor
[vii] La traduzione italiana è in Haiman Rezon, a cura di Giuseppe M.Vatri, Edizioni Età dell’Acquario.






