di Silvano Danesi
Il nido massonico è stato, fin dal ‘700, invaso dai cuculi – Nell’800 depone il suo uovo anche la Co-Massoneria – Passaggio in India con la teosofia – La scissione del 2002 – L’Eastern Order –
Massoneria, un nido invaso dai cuculi
Come ho scritto nel mio libro: La Massoneria del ‘700, “nido invaso dai cuculi”, nel XVIII secolo, a differenza del secolo precedente, fioriscono gruppi iniziatici e riti che poco hanno a che fare con la Massoneria e che utilizzano le strutture massoniche per radicarsi e diffondersi. In alcuni casi le nuove realtà iniziatiche mantengono una loro lodevole autonomia, in altri casi si sovrappongono alla Massoneria, dichiarando la loro presunta e non dimostrata superiorità.
Si assiste inoltre, soprattutto nel ‘700 al fiorire di una quantità impressionante di gradi cosiddetti massonici. Jean Marie Ragon, studioso del fenomeno massonico, annovera ben 1.400 gradi, ai quali accompagna ben 52 riti.
Nel Settecento fiorisce una letteratura misteriosofica, occultista, magistica, teosofica, che dà origine a quei fenomeni che Eugenio Bonvicini definisce: “Obbedienze massoniche spurie, o Ordini pseudo massonici o pseudo ermetici, più o meno «mistici»” che nulla hanno a che fare con la Tradizione propria della Massoneria.
Niente da dire, ovviamente, sulla validità di ogni singola eteria iniziatica. Molto da dire quando un’eteria iniziatica che non è massonica assume il nome di Massoneria o si ritiene superiore o, addirittura, sovraordinata alla Massoneria.
Tra questi gruppi iniziatici pseudo massonici Bonvicini annovera il Rito della Stretta Osservanza, il Martinismo e il Martinesismo, gli Eletti Choen, il Rito dei Filaleti, la Golden Dawn, la Blawantski Lodge, La Società Rosicruciana in Anglia, La Loggia Luminosa di Berlino, il Rito di Swedemborg, la Hermetic Society, la Esoteric Section, la Dublino Hermetic Society e altre associazioni che si definiscono rosacruciane e che asseriscono di derivare la loro conoscenza tradizionale da segreti tramandati da Superiori Incogniti o da mitici Superiori Occulti. A queste si possono aggiungere il Rito scozzese rettificato, gli Illuminati di Baviera, i Cavalieri beneficenti della Città Santa e altri. Sono quelli che definisco i cuculi, in quanto depositano il loro uovo nel nido massonico e si appropriano della Tradizione massonica per veicolare le loro idee.
Il deposito delle uova del cuculo continua anche nell’800.
Tra questi “cuculi” possiamo anche annoverare la Co-Massoneria, che nasce fuori dalla continuità istituzionale della Massoneria regolare, ma utilizza deliberatamente la forma rituale massonica.
La Co-Massoneria non è una continuazione della Massoneria regolare: nasce infatti nel 1893 in Francia, con Maria Deraismes e Georges Martin, attraverso una rottura con il sistema massonico esistente. Le Droit Humain è una delle principali forme storiche di Co-Massoneria.
Cosa sia la Co-Massoneria lo vedremo tra poco.
Aderire alla Massoneria non è la stessa cosa che aderire alla Co-Massoneria.
Ai “cuculi” si deve gran parte della perduta autenticità tradizionale della Massoneria simbolica, con la conseguente necessità di una paziente opera di discernimento.
In questo panorama assai complesso, si possono identificare alcuni grandi filoni di pensiero intorno ai quali si sono organizzati gradi e riti:
- Il cristianesimo riformato e, in particolare, quello anglicano che influenzò la Massoneria dei Modern.
- Il cristianesimo cattolico, influenzò, soprattutto con l’opera dei gesuiti, varie società esoteriche sorte a fianco degli eredi della corrente stuardista e in rapporto e con la protezione di sovrani illuministi.
- Il cristianesimo gnostico, erede dello gnosticismo pagano e protocristiano e delle scuole ellenico-alessandrine, per secoli combattuto come eretico, ha avuto la sua parte.
Al deposito delle uova dei cuculi nel nido massonico hanno contribuito in molti.
La Massoneria ha una sua storia peculiare
La Massoneria ha una propria storia e una propria linea tradizionale e non è corretto inserire su tale tradizione innesti di altre linee tradizionali, che hanno una loro storia, una loro identità e che hanno seguito altri percorsi.
Come saggiamente afferma Gastone Ventura, “una cosa è tradizionale solo e in quanto tutto ciò che la riguarda proviene dalle sue origini, cioè è stato tramandato integralmente”. [i]
È questo trasferimento integro che va affrontato, con il vaglio della ricerca, con particolare riguardo ai libri di pietra, opere dei massoni in senso proprio, i quali, nelle loro proporzioni geometriche e matematiche e nella loro simbologia, rinviano all’orizzonte archetipico della conoscenza, ossia a quella «Conoscenza unica», come scrive Sebastiano Caracciolo, “anteriore e superiore all’uomo storico, con carattere di trascendenza e di essenzialità nella quale è immanente la sacralità dell’origine divina e dei valori assoluti”. [ii]
La Tradizione, come viene intesa nel mondo iniziatico, è pertanto il trasferimento integro della «Conoscenza unica» che va continuamente indagata, con spirito critico e nel rispetto delle varie linee di trasmissione nelle quali, nei secoli e per molteplici fattori, la Tradizione unica si è frammentata.
Il metodo peggiore per risalire all’Unica Sorgente è quello di fare confusione tra le fonti dalle quali hanno preso avvio le varie correnti tradizionali, mentre è corretto percorrere ogni fiume fino alla sua fonte, rispettandone il percorso, con la consapevolezza che quello non è l’unico e che non ha il diritto di sovrapporsi ad altri fiumi, i quali, a loro volta, vanno percorsi per quello che sono e per come si sono sviluppati nei secoli e nei contesti culturali e ambientali loro propri.
Così come l’Umanità è composta di individui, unici e irripetibili nella loro individualità e i popoli sono aggregati di individui che nei secoli hanno condiviso ambiente, evoluzione, cultura, anche i vari fiumi della Conoscenza unica si sono strutturati nel tempo e vanno conosciuti e rispettati per quello che sono.
“Per poter comprendere l’essenza della Tradizione – scrive ancora Caracciolo – bisogna analizzare leggende, miti e simboli cogliendo i loro significati più profondi dopo avere sgomberato l’animo da pregiudizi etnici, folcloristici, letterari e storici e individuare, per poi interiorizzarli, i temi di cui essa è l’espressione”. [iii]
La Massoneria “moderna” è figlia del “campus” europeo
La Massoneria definita “moderna” non è nata nel 1717, data di nascita della Massoneria dei “Modern”, ossia della Massoneria inglese e protestante voluta dagli Hannover, ma è il frutto di un processo storico durato alcuni secoli, durante il quale le corporazioni medievali si sono trasformate, acquisendo apporti derivanti da linee culturali e iniziatiche che, dopo essere sopravvissute carsicamente durante l’imperium della Chiesa cattolica apostolica romana, erede dell’Impero romano d’Occidente, sono riemerse sulla scena della storia, rivendicando il loro spazio tradizionale.
Tali apporti vanno contestualizzati e inseriti nel travaglio plurisecolare dei cristianesimi non cattolici e nelle linee iniziatiche precedenti al cristianesimo, ossia di quelle sommariamente definite pagane.
Tali apporti hanno avuto, in seguito, come lievito l’Umanesimo e il Rinascimento, ma è solo con le riforme protestanti e con l’emancipazione di vasti territori europei dal dominio della Chiesa di Roma che antiche linee di pensiero hanno potuto riaffacciarsi sulla scena della storia dopo secoli di percorsi carsici.
Il “campus” europeo nel quale si è elaborata una possibile sintesi tra il cristianesimo e le culture classiche e pagane ha avuto come sedi significative la Champagne, Firenze e l’Inghilterra. Di questo “campus” europeo sono vessilli tre grandi poeti: Chrétien de Troyes, Dante e Shakespeare, tra di loro connessi da un unico filo iniziatico, rappresentato dalla corrente dei “Fedeli d’Amore”.
Di quel “campus” è figlia la ritualistica massonica attualmente in uso nei tre gradi simbolici tradizionali, che evidenzia nel tempio massonico la possibilità della convivenza di più culture tradizionali, se ad esse si accede con lo sguardo rivolto agli archetipi e al fondamento e non a dogmi o a precetti riguardanti aspetti religiosi.
La ridefinizione rituale attuata nel corso del ‘600, grazie all’opera di Elias Ashmole, che ha riassunto una lunga e complessa rielaborazione, è un restauro tradizionale che sana la cesura tardo antica operata nei confronti delle Arti Liberali.
Il cantiere e le Arti liberali
Come ho già scritto nel mio: “Le radici scozzesi della Massoneria”, i cantieri medievali, con le logge che riunivano architetti, maestri, operai, artisti e artigiani, rappresentano la concreta realizzazione, nelle arti e nell’architettura, del dibattito che percorre tutto il Medioevo sulle Arti liberali e che si confronta con il pensiero classico di Marciano Capella, introdotto da Severino Boezio e con le correnti neoplatoniche ed ellenistiche, prima, e con quelle aristoteliche poi.
È bene rammentare, come scrivono M.T.Fumagalli Beonio Brocchieri e M.Parodi, “la centralità teorica e pratica della «settumplice via alla sapienza»: la forza di questa struttura che con qualche variazione operò da asse portante della cultura dall’antichità al pieno Medioevo”. [iv]
Le arti cosiddette liberali giungono alla conoscenza degli uomini del Medioevo tramite Severino Boezio, la cui opera De Consolatione “può essere considerata un vero grande repertorio di parole, temi, tipoi e immagini ancora presenti nella nostra tradizione e certamente vitalissimi fino al Settecento”. [v]
Le arti liberali e tra esse in primo luogo la geometria sono il riferimento degli Old Charges e lo sono anche per una gran parte della riflessione filosofica del Medioevo.
Gli Old Charges ci riconducono anche, con la citazione di Ermete Trismegisto e di Pitagora, alla grande Tradizione egizia ed ellenistica e alle parole principiali dei sophoi greci, antiche radici fondative della Sapienza occidentale.
Il tema delle sette arti è condiviso dai maggiori pensatori dell’alto Medioevo. Il Tempio, ossia la cattedrale medievale, è la riproduzione del cosmo, secondo l’antica tradizione egizia e il cosmo è il frutto dell’azione di un principio intelligente e ordinatore, un Grande Architetto supremo, del quale l’architetto terreno e il capomastro sono imitatori.
Le arti liberali sono l’alimento degli artigiani, dei liberi muratori, degli architetti che costruiscono nei cantieri medievali le cattedrali, veri e propri libri di pietra, nelle cui strutture, armonicamente concepite e realizzate e nelle simbologie di statue e dipinti è racchiusa la “sapienza divina” che si esprime per archetipi e per simboli. Archetipi e simboli che costituiscono, ancora oggi, il linguaggio iniziatico della Massoneria. I costruttori, oltre ai riferimenti platonici e neo platonici, hanno presenti anche i modelli cosmologici di Hildegarda di Bingen o le teorie sul macrocosmo e il microcosmo; conoscono la proporzione aurea e il rapporto tra il raggio del cerchio e la circonferenza.
“Quando il capomastro traccia i simboli dei diversi elementi nella Casa del Signore, non fa altro che prolungare sulla pietra le meditazioni quotidiane dell’uomo contemplativo”.[vi]
Tuttavia, l’aspetto più significativo delle scuole dei monasteri prima e delle corporazioni di mestiere in seguito è che, oltre ad essere centri di cultura tecnica, sono anche scuole di studio del simbolo e il simbolo è il riferimento essenziale del percorso massonico.
Nell’antichità, scrive René Guénon, esisteva “una sorta di geografia sacra o sacerdotale, e la posizione delle città e dei templi non era arbitraria ma determinata da leggi molto precise; si possono intuire in questo i legami che univano l’«arte sacerdotale» e l’«arte regale» all’arte dei costruttori, come anche le ragioni per cui le antiche corporazioni erano in possesso di una vera tradizione iniziatica”. [vii]
Ashmole recupera le correnti iniziatiche
L’opera di Ashmole, pertanto, non si discosta dalla Tradizione propriamente massonica, ossia dalla conoscenza propria delle corporazioni di mestiere, ma ne completa la conoscenza sulla base del recupero delle correnti iniziatiche riemerse e, in particolare, di quelle alchemiche, cabalistiche e dei Fedeli d’Amore. Non va dimenticato l’apporto della tradizione druidica che Ashmole recupera e ravviva.
Elias Ashmole è ritenuto in ambito neo-druidico colui che ha trasferito alla Massoneria i tre gradi di iniziazione druidica. Ashmole, che ha scritto i rituali ancora in uso, è un Rosacroce e i Rosacroce, come scrive Alberto Cesare Ambesi, sono eredi della cultura umanistica delle accademie italiane e dei Fedeli d’Amore, i quali a loro volta sono in gran parte eredi dei trovatori accasatisi alla corte di Federico II di Svevia e nella sua Magna Curia.
Come ho scritto nel mio: “I Fedeli d’Amore alla corte di Artù”, la linea di pensiero dei Fedeli d’Amore ha dei riferimenti essenziali in Federico II di Svevia e nella sua “Magna Curia”, nella Provenza e nell’Aquitania dei trovatori, eredi della cultura basca, nei Minnesanger, in Severino Boezio, nella poesia dei mistici arabi e nella Champagne di Chrétien de Troyes, che ripropone, con la “Materia di Bretagna”, l’antica cultura druidica.
Antichi fiumi sotterranei paiono confluire in Elias Ashmole, il quale è anche fondatore della Royal Society ed è un “antiquario”, ossia uno studioso di cose antiche. Carlo II Stuart, appena insediato sul trono nominò Ashmole Araldo di Windsor. Fu Ashmole a iniziare la riabilitazione dei Templari.
Ashmole, soprattutto, fu un fedele stuardista, ossia un fedele alla dinastia che era custode del nesso tra tradizione druidica e tradizione massonica.
Ashmole, pertanto, recupera una catena iniziatica ininterrotta e la arricchisce con il contributo di linee iniziatiche che, sia pure attraverso mille difficoltà, sono giunte nel XVII secolo all’appuntamento con la storia.
Attraverso la cultura di Ashmole ritorna l’attenzione sulla medicina, nella sua accezione antica, grazie ai contributi paracelsiani e grazie alla leggenda di Hiram-Osiride ritorna, nascosto sotto i veli del “Tempio di Salomone”, quel “Tempio dell’Uomo” egizio del quale ho scritto nel mio: “I Massoni nella Casa della Vita” e che rappresenta una delle più importanti radici dell’autentica Tradizione massonica.
Le uova dei cuculi del XIX secolo
La deposizione delle uova dei cuculi è continuata anche nel XIX secolo.
Una delle appropriazioni del nome Massoneria da parte di un mondo che ha la sua indubbia dignità, ma che massoneria non è, è avvenuto XIX secolo, quando, nel 1882, la giornalista e femminista Maria Deraismes viene iniziata nella loggia maschile Les Libres Penseurs du Pecq, in Francia. È un episodio eccezionale, perché le donne erano escluse dalla Massoneria maschile. Nel 1893, Deraismes e Georges Martin, medico, politico e massone francese, costituiscono a Parigi una struttura co-massonica che ammette uomini e donne: la Grande Loge Symbolique Écossaise Mixte de France – Le Droit Humain.
Nel 1901, questa esperienza assume una struttura internazionale e diventa: Ordre Maçonnique Mixte International “Le Droit Humain”.
Da quel momento Le Droit Humain diventa il principale organismo internazionale della Co-Massoneria, ma il termine Co-Massoneria continua a indicare più generalmente la Massoneria mista, anche quando si sviluppano altre obbedienze.
La storia della Co-Massoneria si intreccerà presto con il mondo della Teosofia. L’esempio più evidente è quello di Annie Besant, che entra nel Le Droit Humain nel 1902 e porta la Co-Massoneria in India nel 1904, ad Adyar dove la Co-Massoneria si incontra con la Teosofia.
Annie Besant (1847–1933) è stata una figura chiave della Società Teosofica, che ha guidato come presidente dal 1907 fino alla morte. Dopo aver incontrato la fondatrice Helena Blavatsky nel 1889, la Besant ha reso i concetti esoterici più chiari e accessibili, legando la teosofia all’impegno sociale e alla lotta per l’indipendenza dell’India.
Annie Besant ha diretto la sezione esoterica e poi l’intera Società Teosofica internazionale con sede ad Adyar, in India, ha semplificato la dottrina con opere divulgative come Sapienza antica e Le leggi fondamentali della teosofia e ha unito lo studio del karma e della reincarnazione all’attivismo politico e ai diritti umani.
La Besant considerava il nucleo esoterico di ogni fede come un’unica grande verità universale, descrisse i piani di esistenza (fisico, astrale e mentale) e il potere del pensiero e promosse il rispetto per ogni essere vivente e sostenne il giovane Jiddu Krishnamurti come maestro spirituale.
Opere teosofiche fondamentali della Besant sono: Sapienza antica (The Ancient Wisdom, 1897), il suo testo più famoso, una sintesi chiara e sistematica della cosmologia e della dottrina teosofica; Le leggi fondamentali della teosofia (The Principles of Luciferianism / Theosophical Lectures, 1894–1899), una serie di scritti che spiegano i concetti di karma, reincarnazione e l’evoluzione dell’anima; Il potere del pensiero (Thought Power: Its Culture and Culture, 1901), un saggio pratico su come la mente e i pensieri influenzino la realtà e il corpo astrale e Studio sulla coscienza (A Study in Consciousness, 1904), un’analisi approfondita dello sviluppo della consapevolezza spirituale attraverso i diversi piani di esistenza.
A Adyar una Co-Massoneria à la manière de Besant
A Adyar si ha la proposizione del mondo teosofico massonico di Besant, di Leadbeater come tradizione teosofico-massonica.
Obbligatorio, a questo punto, introdurre la figura di Charles Webster Leadbeater (1854–1934), centrale nel passaggio dalla Teosofia di Adyar alla sua particolare interpretazione della Co-Massoneria.
Leadbeater era un ex sacerdote anglicano che entrò nella Società Teosofica nel 1883. Divenne poi uno dei principali collaboratori di Annie Besant, sviluppando una concezione della Teosofia fortemente orientata verso la chiaroveggenza e percezione dei cosiddetti piani sottili; il karma e la reincarnazione; l’evoluzione spirituale dell’umanità; le gerarchie spirituali e Maestri; l’interpretazione esoterica dei simboli religiosi e iniziatici.
Con Besant e soprattutto Leadbeater, una parte di essa compie poi un’ulteriore trasformazione: il contenitore massonico viene conservato, mentre il sistema interpretativo viene fortemente teosofizzato ed esoterizzato.
Leadbeater entrò nella Co-Massoneria di Le Droit Humain nel 1915, nella loggia di Sydney. Successivamente raggiunse il 33° grado.
Da quel momento iniziò a lavorare, insieme ad Annie Besant, alla reinterpretazione esoterica dei rituali massonici. Non si limitò quindi a praticare la ritualità esistente: cercò di individuarvi significati occulti e corrispondenze con la cosmologia teosofica.
Besant e Leadbeater elaborarono infatti una serie di rituali co-massonici nei quali il simbolismo massonico veniva letto attraverso concetti teosofici.
Questo secondo passaggio è fondamentale per comprendere perché la Co-Massoneria di Adyar sia qualcosa di molto diverso non soltanto dalla Massoneria regolare, ma anche dalla Co-Massoneria originaria di Deraismes e Martin.
Nella loro interpretazione, elementi massonici tradizionali vengono messi in rapporto con concetti della Teosofia: la Luce come manifestazione della realtà spirituale; l’Oriente come sorgente della Luce e della conoscenza; il Tempio come rappresentazione dell’essere umano e del cosmo; l’ascesa attraverso i gradi come evoluzione della coscienza; la morte e la rinascita iniziatica come trasformazione spirituale; il Maestro come livello superiore della coscienza; il Grande Architetto dell’Universo come principio cosmico ordinatore.
Il significato attribuito al rito viene reinterpretato attraverso la cosmologia teosofica e un elemento particolarmente originale è il Dharma Ritual.
Nella tradizione Besant–Leadbeater compare infatti, il cosiddetto Dharma Ritual, sviluppato nell’ambiente indiano. Il termine dharma introduce un vocabolario esplicitamente proveniente dalla tradizione filosofico-religiosa indiana.
La ritualità diventa così un punto d’incontro tra simbolismo massonico occidentale, Teosofia e linguaggio spirituale indiano.
Il Dharma Ritual, elaborato a Benares nel 1903 (le successive redazioni furono 1908, 1913, 1916 e poi il rituale assunse i nomi Lauderdale e successivamente Wycherley) fu costruito sul telaio dell’Emulation, incorporando elementi del Rito Scozzese e del Rito Francese. Emulation è riferimento per i primi tre gradi, mentre per i gradi superiori il riferimento è il Rito Scozzese Antico e Accettato (AASR).
Per sintetizzare, la Co-Massoneria non è la Massoneria tradizionale resa accessibile alle donne: è un’organizzazione autonoma nata nel 1893 che assume forme, simboli, gradi e rituali massonici, ma non appartiene alla continuità istituzionale della Massoneria regolare. Nel caso della tradizione sviluppatasi attorno ad Adyar, questa forma massonica viene inoltre reinterpretata attraverso la Teosofia e altre correnti esoteriche.
La scissione del 2002 e la nascita dell’Eastern Order
Come è spesso accaduto nelle varie correnti iniziatiche, anche nel caso della Co-Massoneria della Besant si arriva ad una scissione.
Nel caso indiano, la scissione del 2002 è un passaggio molto preciso e importante, perché porta alla nascita di una nuova obbedienza internazionale distinta da Le Droit Humain.
La rottura avvenne nel dicembre 2002 ad Adyar, Chennai (India), sede storica della Società Teosofica.
In una conferenza tenutasi ad Adyar fu costituito l’Eastern Order of International Co-Freemasonry (EOIC), che dichiarò di rompere completamente i rapporti con l’International Order of Co-Freemasonry – Le Droit Humain.
La cosa è particolarmente interessante perché la scissione non fu semplicemente geografica.
Alla base vi erano anche divergenze sulla concezione della Co-Massoneria.
Secondo la documentazione dell’epoca, il nuovo Ordine riaffermava come requisiti essenziali: la credenza in un Essere Supremo; l’utilizzo nelle logge di un Volume della Sacra Sapienza- Lore sul quale vengono assunti gli obblighi; una concezione della Massoneria più vicina ai principi massonici tradizionali.
Il movimento non riguardò soltanto l’India.
Le fonti indicano che dalla struttura internazionale di Le Droit Humain si separarono India e Nuova Zelanda, insieme a logge e singoli membri di Stati Uniti, Brasile e Costa Rica.
L’elemento indiano era però centrale: il nuovo Ordine ebbe la propria base amministrativa in India.
Una fonte massonica australiana contemporanea alla vicenda indica inoltre come Grand Master dell’Eastern Order Radha Burnier, 33°, figura di enorme rilievo nella Società Teosofica di Adyar.
La scissione del 2002 nacque da una crisi interna a Le Droit Humain riguardante la direzione futura dell’Ordine, nella quale la questione della credenza nel Principio Supremo e della conservazione di alcuni elementi della tradizione massonica divenne uno dei punti di maggiore tensione. La corrente di Radha Burnier, legata alla tradizione Besantiana e all’ambiente di Adyar, scelse di preservare una concezione della Co-Massoneria fondata sul Grande Architetto dell’Universo, sul Volume della Sacra Sapienza e sulla dimensione spirituale del rituale. Nel dicembre 2002 questa separazione venne formalizzata ad Adyar con la costituzione dell’Eastern Order of International Co-Freemasonry.
La Co-Massoneria arrivata in India con Annie Besant nel 1904 si era sviluppata in un ambiente strettamente collegato alla Società Teosofica di Adyar. Besant era presidente della Società Teosofica dal 1907 al 1933 e fu la principale artefice della diffusione della Co-Massoneria nel mondo anglosassone e poi in India.
Questa tradizione aveva quindi una caratteristica peculiare: non considerava la Massoneria soltanto come una fraternità morale, ma tendeva a leggerne i rituali come strumenti di trasformazione interiore e di conoscenza. È una continuità che l’Eastern Order rivendica esplicitamente ancora oggi: si definisce discendente delle logge fondate grazie all’opera di Besant e interpreta la Massoneria come una disciplina spirituale, persino come una sorta di “Yoga” del massone.
Radha Burnier non era una figura marginale: era una delle massime personalità della Teosofia di Adyar. Fu presidente internazionale della Società Teosofica e, contemporaneamente, dirigeva la struttura della Co-Massoneria di Le Droit Humain in India.
Nel 2002, dopo la rottura con Le Droit Humain, divenne Grand Master dell’Eastern Order of International Co-Freemasonry e presidente del suo Supreme Council.
La conferenza di Adyar, dicembre 2002, produce una rottura netta con Le Droit Humain.
Le fonti massoniche contemporanee alla vicenda descrivono esplicitamente la costituzione dell’Eastern Order of International Co-Freemasonry e la cessazione dei rapporti con il Supremo Consiglio di Le Droit Humain.
L’attuale costituzione dell’Eastern Order chiarisce che il Volume of Sacred Lore può essere scelto tra differenti testi sacri: il candidato può scegliere quello corrispondente alla propria tradizione e alle proprie convinzioni.
Un relativismo che pone, anche solo per questo motivo, la Co-Massoneria dell’Eastern Order l di fuori della tradizione propria della Massoneria.
L’apertura sull’Ara del Prologo del Vangelo di Giovanni è imprescindibile elemento distintivo e significativo della Massoneria.
L’Eastern Order afferma che Annie Besant reintrodusse tre elementi che riteneva essere stati eliminati dai precedenti rituali francesi: belief in a Supreme Divine Intelligence, the presence of a Volume of Sacred Lore, Brotherly Love, Relief and Truth.
Quindi il Volume of Sacred Lore è particolarmente interessante perché costituisce uno dei punti attraverso i quali la Co-Massoneria di Besant cerca di riavvicinarsi a determinati principi della tradizione massonica anglosassone, ma rimanendone lontana.
La nuova obbedienza afferma contemporaneamente: tradizione massonica; uomini e donne sullo stesso piano; Grande Architetto dell’Universo; pluralità delle Scritture; ricerca individuale della Verità; dimensione esoterica; trasformazione interiore.
Eastern non significa semplicemente “orientale” nel senso geografico.
L’Ordine stesso spiega che il termine indica simbolicamente l’Oriente come luogo del sorgere della Luce.
E questo assume un significato particolare ad Adyar.
Adyar era infatti il luogo nel quale, fin dalla fine dell’Ottocento, la Teosofia aveva cercato di costruire un ponte fra sapienza occidentale, tradizioni iniziatiche, filosofia indiana e ricerca spirituale universale.
La Co-Massoneria besantiana si inserisce precisamente in questo progetto, ma non è la Massoneria.
[i] Gastone Ventura, Tutti gli uomini del Martinismo, Atanor
[ii] Sebastiano Caracciolo, La scienza ermetica, Editrice “Lo Scarabeo”
[iii] Sebastiano Caracciolo, La scienza ermetica, Editrice “Lo Scarabeo”
[iv] M.T.Fumagalli Beonio Brocchieri e M. Parodi, Storia della filosofia medievale, Laterza
[v] M.T.Fumagalli Beonio Brocchieri e M. Parodi, Storia della filosofia medievale, Laterza
[vi] M.M.Davy, Il simbolismo medievale, Mediterranee
[vii] René Guénon, Il re del mondo, Adelphi.






